Le aule intelligenti fanno sentire gli studenti come a casa

Ci siamo tutti abituati a smartphone, smartwatch e smart TV! Ma alle aule intelligenti? Un progetto di ricerca a Barcellona ha sviluppato un concetto di spazi per l’apprendimento "intelligente". Gli alunni e gli insegnanti delle cinque aule pilota sono entusiasti. 

Ricerca/Casi studio Scuole Classrooms

Le aule intelligenti sono spazi di apprendimento progettati su tre dimensioni: pedagogica, ambientale e digitale, dove la dimensione pedagogica è quella primaria. Queste dimensioni si basano sulla ricerca scientifica in un progetto guidato dall'Università Politecnica della Catalogna a Barcellona.

"Le aule intelligenti consentono l'apprendimento in un ambiente che si prende cura del benessere di tutti e risponde a qualsiasi esigenza pedagogica", afferma Maria Casanovas Bayo, uno dei ricercatori pedagogici del team.

Prima di tutto, un'aula intelligente non è principalmente un concetto di design. Non stabilisce esattamente che tipo di arredi utilizzare o loro posizionamento. Possiamo però scordare il vecchio design della scuola tradizionale con la sedia dell’insegnante vicino alla lavagna e file di panche con sedie impilabili per gli alunni. La flessibilità è il primo dei dieci principi che definiscono una classe intelligente.

“Un'aula intelligente offre diverse modalità di stare in aula. Gli alunni possono lavorare seduti per terra o su un divano oltre che su una panca o su una sedia. Ogni classe è diversa e, il risultato di un processo di co-progettazione unico che include gli alunni”, spiega Maria Casanovas Bayo.

Dodici progetti in corso

Il progetto di ricerca Smart Classrooms è iniziato nel 2016, coinvolgendo dieci ricercatori in quattro diverse università in Spagna. Presto hanno iniziato a progettare aule pilota nelle scuole pubbliche della Catalogna. Nel 2019 più di 2000 alunni utilizzavano aule intelligenti in tre scuole primarie e due scuole secondarie. Hanno suscitato grande interesse nei media e in altre scuole. Oggi Smart Classrooms non è solo un progetto di ricerca, ma anche un'attività di consulenza.

“Oggi abbiamo dodici progetti in corso, di cui uno per il Comune di Viladecans a Barcellona, che comprende undici scuole primarie”, afferma Maria Casanovas Bayo.

10 principi per un'aula intelligente

Un'aula intelligente si basa su dieci principi , o fattori chiave, per il progetto degli spazi di apprendimento:

  1. Flessibilità. Il design e la configurazione devono soddisfare tutte le esigenze di apprendimento di diverse personalità e condizioni.
  2. Adattabilità. L'aula e gli strumenti di supporto educativo devono essere in grado di rispondere all'ampia gamma di specifiche esigenze educative.
  3. Comfort. L'esperienza di apprendimento deve considerare il benessere fisico e psicologico. Tutti i parametri ambientali dello spazio devono essere controllati e regolamentati.
  4. Molteplicità. Risorse adeguate devono coprire un'ampia gamma di proposte educative e possibilità di apprendimento.
  5. Connettività. I dispositivi devono connettersi a Internet in modo semplice e veloce e con una connessione di alta qualità.
  6. Personalizzazione. Gli alunni devono identificarsi e connettersi con lo spazio e le diverse dinamiche. Ci deve essere spazio di archiviazione per i loro effetti personali.
  7. Organizzazione. Devono esserci criteri, strategie e possibilità per aiutare a organizzare le risorse e gli elementi dello spazio e aumentare il loro uso, accessibilità e funzionalità.
  8. Apertura. La configurazione e la struttura devono essere aperte al mondo esterno e ad altri spazi, consentendo l'accesso visivo e fisico dall'interno all'esterno e viceversa. Devono esserci collegamenti con il mondo esterno.
  9. Sicurezza. Tutti devono sentirsi sicuri e protetti nell'utilizzo degli spazi e degli elementi che contengono.
  10. Sostenibilità. Gli spazi devono essere progettati per favorire la sostenibilità e il riciclo, e utilizzare materie prime non contaminanti, sostenibili e rispettose dell'ambiente.

Il cambiamento culturale rappresenta la chiave

Con questi dieci principi in mente, diventa chiaro che le aule intelligenti non riguardano solo la progettazione fisica di uno spazio. Per soddisfare questi principi, è necessario modificare la cultura pedagogica e comportamentale della scuola. Questa potrebbe essere una sfida nell'implementazione di aule intelligenti. D'altro canto, l'aula intelligente sostiene il cambiamento culturale.

“È necessario costruire una cultura in cui alunni e insegnanti interagiscono e si rispettano a vicenda, comprendendo la necessità di spostarsi. L'aula tradizionale è una barriera fisica e offre solo un modo statico di apprendimento. Alcune scuole sono in grado di adattarsi facilmente, altre scuole devono lavorare in modo più attivo nel cambiamento culturale”, afferma Maria.

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La ricerca sull'apprendimento evidenzia che il movimento è molto importante. Gli studenti hanno bisogno di muoversi e interagire per avere un'esperienza di apprendimento significativa.

Gli studenti hanno bisogno di muoversi

“La ricerca sull’apprendimento evidenzia che il movimento è molto importante. Gli studenti hanno bisogno di muoversi e interagire per avere un'esperienza di apprendimento significativa. Saresti affascinato se potessi vedere gli alunni lavorare in una classe intelligente. L'ambiente è tranquillo, gli alunni lavorano concentrati sui loro progetti mentre gli insegnanti si muovono e interagiscono con loro. È una sorta di magia vedere accadere tutto ciò!”

I principi di flessibilità, adattabilità e molteplicità mirano a garantire che la classe offra benessere e controllo a più tipi di studenti. L'idea stessa di una classe intelligente è che tutti gli alunni, indipendentemente dalla personalità, dovrebbero avere una buona esperienza di apprendimento e progredire.

“Quando offri differenti modi di lavorare e stare in aula, con spazi sia per il lavoro indipendente che collaborativo, di fatto sostieni diversi tipi di personalità e bisogni.”

L'importanza del suono

Quando si hanno aree di lavoro sia per la concentrazione sia collaborativi all’interno dello stesso spazio, l'ambiente sonoro diventa cruciale. Diversi materiali, quali controsoffitti fonoassorbenti, pannelli a parete, pavimentazione e arredi, concorrono a creare un buon ambiente acustico.

"Questo è molto importante. Ma ancora una volta, tale aspetto rientra nella cultura e promozione di un nuovo modo di comportarsi. Un modo possibile è stabilire livelli di voce accettabili. A supporto di ciò, è possibile installare dispositivi di misurazione del suono, in modo che gli alunni possano vedere e regolare da soli il livello di rumore", afferma Maria che continua:

“Buone condizioni acustiche sono importanti in quanto supportano la concentrazione e un’interazione migliore. Ora stiamo lavorando per misurare l'impatto dell'acustica sui risultati di studio degli alunni. Possiamo vedere effetti in termini di percezione e risposta da parte degli insegnanti, ma dobbiamo fare più ricerche sugli effetti acustici".

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Gli insegnanti percepiscono un'atmosfera più tranquilla, calma e confortevole e hanno riscontrato che gli alunni progrediscono meglio in attività quali lettura, ad esempio.

Uno spazio confortevole

Le aule pilota sono state attivate un anno e mezzo fa – e poi la pandemia ha sospeso la maggior parte del progetto di ricerca. La risposta di alunni, insegnanti e genitori è in generale molto positiva.
“Abbiamo constatato che gli studenti percepiscono lo spazio in modo confortevole, e una predisposizione a voler stare in classe. Alcuni hanno detto che ci si sentono come a casa. Gli insegnanti stanno percependo un’'atmosfera più tranquilla, calma e confortevole e che gli alunni progrediscono meglio nelle loro attività, quali per esempio la lettura".
A causa della situazione data dal covid-19, i ricercatori non possono analizzare il progetto come desiderato. Finora hanno ottenuto autovalutazioni da parte degli insegnanti, per misurare la loro percezione di miglioramento rispetto alle aule tradizionali su una scala da 0-5. La maggior parte dei punteggi dei report era compresa tra 4 e 5.
“È troppo presto per affermare qualcosa di scientifico sui risultati dello studio. Dobbiamo constatrlo con focus group, osservazioni sistematiche e dati quantitativi a lungo termine. Continueremo questa ricerca non appena la situazione migliorerà”, conclude Maria Casanovas Bayo.

 

Testo: Lars Wirtén